lunedì 22 agosto 2016

Un cuore di ragnatele


Il primo giorno nella casa in montagna è sempre un incubo: dopo lo stress di caricare tutto in macchina, dopo il viaggio di curve in cui sicuramente uno o l'altro vomita, dopo l'aver scaricato tutto il ben di Dio che ho avuto l'accortezza di portare perchè non si sa mai, dopo tutto ciò, quando siamo già tutti stanchi e nervosi, bisogna aprire la casa.

Con aprire non intendo semplicemente girare la chiave nella serratura.
Bisogna aprire tutte le finestre, far entrare l'aria pulita, far uscire tutto quello che in una casa accogliente non deve esserci (polvere e bestioline), bisogna lavare pavimenti e sanitari, bisogna tirare giù tende e copriletti da lavare, e bisogna diserbare il terrazzo che nel frattempo è diventato una giungla di erbe e rampicanti.


Questo primo giorno è così, ormai lo sappiamo...bambini che frignano, mamme che sbuffano e padri che imprecano.

Il giorno dopo si continua, ma ad un ritmo già più rilassato, d'altra parte: come si dorme bene al fresco! E una notte di riposo, si sa fa miracoli. 
E' la mattina del secondo giorno infatti che di solito ci si prende il tempo per inspirare a pieni polmoni l'aria pura, si comincia ad alzare lo sguardo verso lo splendore delle montagne e si pensa che in realtà lo sforzo del giorno prima è convenuto farlo! Si comincia ad insaponare vetri con l'aiuto dei bimbi e a lavare le tende come una volta, a mano in una bacinella. Si comincia ad adattarsi al nuovo ambiente e a fare grandi progetti per le settimane a venire. 

Ora mentre scrivo la mia mente è in piena modalità relax, ma un'immagine non riesco proprio a cancellarla dalla mia testa.



L'immagine è questa della foto, che dal vivo era ancora più raccapricciante, e che è stata scattata nell'appartamento sotto al nostro che è in disuso da molti anni ormai, ma che quest'anno abbiamo provato a rimettere un po' in sesto.

Mentre tenevo stretto il mio aspirapolvere e ringraziavo mentalmente il buon senso di mio marito che mi aveva raccomandato di portarlo con me, le ragnatele fitte che riempivano tutta la stanza mi hanno fatto pensare ad una donna.
Una donna trascurata che gira per casa in vestaglia, capelli unti, lunghi e grigi sciolti sulle spalle, pantofole logore e bucate ai piedi, chili di troppo sull'addome, unghie lunghe e sporche, denti gialli e peli sul mento.

Ho dovuto guardarmi subito allo specchio per rassicurarmi che io non fossi così...sì magari un po' sudata per il lavoro e un po' le sopracciglia da sistemare, ma per il resto tutto ok...che sollievo!


E' facile guardare all'aspetto esteriore, è quello che notiamo di più in una persona, talvolta ci racconta anche molto di chi non conosciamo, talvolta invece è una splendida facciata.

La trascuratezza che vedevo in quella stanza è andata poi oltre all'apparenza esteriore e ha cominciato a raccontarmi invece una storia di qualcuno che era stato lasciato a se stesso, un luogo abbandonato, un posto dove per anni nessuno aveva più messo piede.
E ho dovuto pensare al cuore umano.



Ecco un posto che trascuriamo più facilmente piuttosto che il nostro aspetto esteriore. Basta che non lo visitiamo per un po' e si riempie di bruttura e ragnatele, non è sufficiente dare uno sguardo allo specchio per vedere se è tutto in ordine.

Ogni nostra parte, il fisico e il cuore, ha bisogno di cure
E ciò che non si vede (i pensieri e i sentimenti) è ancora più importante da tenere in ordine.
Come ragnatele nella mia parte interna vedo il risentimento che covo quando vengo trattata ingiustamente, vedo l'insoddisfazione se le cose non vanno come ho deciso io, vedo i cattivi pensieri che faccio sulle altre persone o i giudizi che con semplicità distribuisco a destra e a manca.
Cavoli è proprio facile stendere qualche bella ragnatela nel proprio cuore!
C'è chi afferma che la regola d'oro è quella delle 3P: pensiero positivo permanente.
Ma secondo me ciò non basta.
Per carità, un aiuto il pensiero positivo lo dà sicuramente, un po' alla Pollyanna che in ogni occasione diceva "Meglio così!", ma purtroppo non è sufficiente per tenere in ordine il proprio cuore. O anche Lutero in una sua famosa espressione affermava che "Non posso impedire agli uccelli di volare sulla mia testa, ma posso impedire loro di farci il nido", il concetto è simile: dipende in parte con cosa cibiamo il nostro cuore e a cosa permettiamo di prendere posto stabilmente in esso.

Ma per quanto ci sforziamo da soli, ci sono avvenimenti, sentimenti, pensieri, relazioni, che solo Gesù ci può aiutare a capire e a gestire.
Solo con il suo Amore sarà possibile togliere del tutto le ragnatele del nostro cuore, e solo la costanza di rivolgerci a Lui ci darà la forza di continuare giorno per giorno a mantenere in ordine il nostro mondo interiore.

Quindi, care le mie ragnatele...mi avete dato un bel po' di lavoro nella casa in montagna, ma con la lezione che ho imparato da voi di non trascurare mai il mio cuore, diciamo che ora siamo pari!

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