mercoledì 13 gennaio 2016

Divorzio

E' tanto che non parlo di noi e ora torno con un post del genere, perdonatemi. Ma forse se continuate a leggere mi perdonerete questo fulmine a ciel sereno. 



Sicuramente tutti voi avete tra gli amici, parenti o conoscenti l'immagine di una famiglia perfetta, quella con due/tre figli, tutti sempre sorridenti, persone belle e simpatiche e che un po' invidi per la loro perfezione e il riuscire in ogni cosa...e poi un giorno scopri che si sono lasciati, la scure del divorzio si è abbattuta sulla loro stupenda famiglia lasciandone solo frammenti sparsi




Si cerca di capire, si fanno mille congetture sul perchè: forse lui si era stufato della routine e aveva bisogno di "novità", forse lei troppo stanca da lavoro e figli ha trascurato il marito, forse un giorno si sono svegliati e hanno capito di non amarsi più, forse con l'età la pancetta e la canizie avanzavano e l'attrazione fisica non era più quella di una volta, forse, forse...



I motivi possono essere i più disparati, e non voglio certo fare qua un'indagine sociologica sui moventi dei divorzi. Certo è che alla base il motivo reale è sempre solo uno: una carenza di Amore
E non parlo di innamoramento e di romanticismo, ma di una decisione consapevole e quotidiana di mettere al primo posto il benessere del proprio partner. 

Una delle mie più grandi paure è sempre stato il tradimento di mio marito, dover litigare, odiarsi, divorziare l'uno dall'altro, senza via di ritorno, senza possibilità di riappacificarsi. Di veder crollare il mondo perfetto costruito intorno ai miei figli, la loro sicurezza e spina dorsale nel divenire grandi. E poi di dover invecchiare da sola. 

Con ogni nuova storia che sento di amici o conoscenti che si lasciano, le mie paure si ravvivano, aumentano, mi rendono insicura. 



Perché scrivo tutto questo? Forse perchè, senza aver mai parlato con Franci di tutto ciò, lui ha dato in questo ultimo mese un calcio a queste mie paure. 

Poco prima di Natale ha ordinato via internet un libro, che dal primo gennaio abbiamo cominciato a leggere insieme. 



Il titolo è "La sfida dell'amore giorno per giorno - Un anno di meditazioni per la coppia" (di S. & A. Kendrick con L. Kimbrough - EUN) e sul retro c'è scritto così: 


La sfida dell'amore giorno per giorno è una raccolta di meditazioni quotidiane che sfida mariti e mogli a comprendere e a sperimentare l'amore incondizionato. Se il tuo matrimonio è appeso ad un filo oppure è sano e forte, è un sentiero da percorrere. Prendi a cuore la sfida, perchè rivoluzionerà il tuo matrimonio...e la tua vita."
Ogni giorno, per 365 giorni, c'è una paginetta da leggere e una semplice sfida settimanale da compiere. Si può leggere insieme o, come noi, leggerla separatamente e poi parlarne insieme nel corso della giornata. 


Ogni matrimonio, per quanto possa sembrare stabile, è in realtà appeso ad un filo. Siamo uomini, e di conseguenza inclini a ferire e a sbagliare. Se basiamo il nostro matrimonio su di noi non abbiamo garanzia di successo totale, solo fondando la nostra relazione di coppia su Dio e l'amore verso di Lui avremo la possibilità di essere stabili anche quando i venti della discordia soffieranno. Questo in poche parole il messaggio che traspare dalle prime pagine del libro...se volete saperne di più dovrete leggervelo da voi!


Io personalmente sono rimasta piacevolmente colpita dalla scelta di Franci di leggere insieme questo libro. Per quanto il nostro matrimonio sia forte e stabile, ci sta arricchendo individualmente e come coppia, e penso anche come famiglia, perchè l'amore è contagioso...dove due genitori si amano e si trattano con rispetto l'un l'altro, i figli non possono che imitarli!


PS: per chi fosse arrivato a questo punto senza capire bene quello che ho scritto e si stesse ancora chiedendo se siamo o no in procinto di divorziare: state tranquilli, per quanto in ogni coppia possano esserci alti e bassi, ci amiamo ancora come due piccioncini :-)

PPS: la maggior parte delle foto sono tratte dalla serie "Mare d'invernodi Francesco Bozzi, per gentile concessione dell'autore ;-)

7 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie di averlo letto, mi fa molto piacere!

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  2. Ciao! Io non credo che mettendo al primo posto il benessere del proprio partner si preservi la coppia dalla possibilità di un divorzio. Non credo affatto tra l'altro che sia giusto mettere al primo posto il partner; se questo vuol dire mettere al secondo posto noi stessi non sono d'accordo. Anzi credo che questo possa essere un potenziale motivo di sfascio della coppia e della famiglia di conseguenza. Io non credo che il divorzio sia un problema. Accade perchè qualcosa non va e, anzicchè farla andare per forza, metterci una pezza che non risolve il vero problema ma anzi mette a tacere noi stessi, dico che ben venga il divorzio. E' chiaro che se tutto andasse per il verso giusto come lo avevamo sognato agli inizi sarebbe meglio. Ma ripeto: meglio lasciarsi che tenere insieme una famiglia "finta". Inoltre, non sono affatto convinta che i veri motivi possano essere tra quelli che tu hai menzionato (routine, problemi estetici, ecc. ) - non i veri motivi, almeno! E poi c'è quella tua frase: "forse lei troppo stanca da lavoro e figli ha trascurato il marito"!! - Ma che significa per te trascurare il marito? Non essere forse sempre pronta a soddisfare qualsiasi richiesta e bisogno? come se si fosse più una schiava o governante che una moglie? Si badi bene: ho detto "moglie" intendendo persona portatrice di diritti allo stesso identico modo del marito. E non una persona inferiore perchè donna, che quando il marito aiuta in casa lo si loda e si accettano le sue goffaggini nell'aiutare come se l'aiuto non fosse dovuto. Come se si avesse a che fare con un essere incapace a prendersi cura di casa e figli come lo farebbe una donna. Pari compiti. E se anche la suddivisione è stata fatta caricando di lavoro in più la donna solo perchè sta in casa, ciò deve essere una scelta della donna e non una rassegnazione perchè "così si è sempre fatto: le incombenze domestiche toccano alla donna e l'uomo lavora fuori casa!". Poi se la donna ha un lavoro fuori casa, pare che comunque le faccende, cucinare, occuparsi dei figli tocchino a lei in maggior misura, se poi arriva l'aiutino del marito e/o padre, lo prendiamo come un dono raro! - Eh sì, perchè non è messo in conto che un uomo sappia fare queste cose!... lui è un uomo e perciò negato per natura! Vero?!... - Chiaramente non è così.

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    1. Grazie Loryan del tuo commento, mi fa sempre piacere avere un feedback dei miei lettori! Sono una donna e scrivo del mio vissuto, quindi porta pazienza se non analizzo e metto vari punti di vista nei miei post, ma solo il mio personale.
      Quando dico che bisogna mettere al primo posto il proprio partner lo intendo in maniera reciproca: non credi che ogni relazione (moglie-marito, madre-figlio, nonna-nipote...) funzionerebbe a meraviglia se ognuno mettesse sempre al primo posto l'altro invece del proprio egoismo? Io sono convinta di sì. Spero che la tua lettura sia andata avanti e tu non ti sia soffermata solo sulle prime frasi del post in cui ho specificato che non voglio fare un'analisi sociologica (e psicologica aggiungerei) dei motivi per cui una coppia si spacca o del ruolo della donna/uomo all'interno della famiglia e della società. Il mio intento era di proporre a voi la soluzione che sto attuando io con mio marito per rafforzare il legame d'amore che c'è tra noi due. Ciao, Lena

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    2. Lena, ovviamente ho letto tutto il tuo articolo. - Mettere al primo posto se stessi non significa per forza in modo egoistico come la intendi tu. Fino a prova contraria non si può dare per scontato che mettersi al primo posto equivale a guardare sempre e soltanto alle nostre esigenze individuali, sia perchè queste corrispondono sempre con l'intento di far stare bene l'altra persona (figlio, marito, amico) a cui siamo legati... proprio perchè il loro benessere è il nostro benessere. Sia perchè non c'è affatto nulla di disdicevole a mettere i propri bisogni al primo posto, questo perchè appunto trovo che una persona coscienziosa e consapevole sappia quali sono le priorità e chi, in un dato momento, è meglio si dia la precedenza; Infatti per me ciò significa che se tra due persone ci sono bisogni e desideri che non coincidono si deve sempre pensare a chi un certo comportamento arrecherebbe danno o limitazione, e chi è impossibilitato a procurarsi un benessere senza il nostro aiuto (vedi i bambini e tutte quelle persone non autosufficienti, per esempio) ma per il resto non è che una persona può limitare la libertà di un'altra, anche solo con la scusa che senza quella data cosa si sarebbe tristi o insoddisfatti. Perciò sottolinearlo come in qualche modo appare nel tuo scritto, mi pareva equivalesse letteralmente a mettere la nostra persona sempre un passo dietro agli altri. Fosse pure il nostro amore. La nostra felicità e il nostro diritto di dire no o sì non deve essere inteso come egoismo. Ognuno di noi deve avere la libertà di scegliere. -
      Grazie a te. Ciao

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    3. Grazie per il feedback! Vedo che abbiamo visioni un po' differenti della vita e delle relazioni, quindi apprezzo ancor di più che tu ogni tanto visiti il mio blog. A presto, Lena

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  3. Dunque stai dicendo che vedi il diritto di dire no (anche a una persona a cui teniamo particolarmente), come una forma di egoismo! Mentre sarebbe altruista dire sempre sì se la persona in questione desidera qualcosa che noi possiamo soddisfare o realizzare anche se questa cosa andrebbe a intaccare la nostra libertà o ci limitasse nei nostri desideri di crescita personale e quant'altro? Certamente non sono d'accordo con te. Ma sono a conoscenza del fatto che molte persone si sacrificano per accontentare gli altri anche quando questi sanno bene che esistono dei diritti che bisogna rispettare e che non è giusto pensare che ci siano categorie di persone di serie A e altre di serie B. Una donna vale esattamente quanto un uomo. Ha gli stessi diritti, anche di sbagliare, proprio come ce li ha un uomo. Gli stessi identici diritti devono avere gli omosessuali, persone di razze diverse dalla nostra, culture e religioni. Così però non la pensano ad esempio le sentinelle in piedi! (bruttissima associazione di persone, senza cultura e senza empatia, che credono di essere superiori a determinate categorie!)- Grazie. A presto.

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