lunedì 19 gennaio 2015

Una bocca di denti cariati


"Ti sta bene avere un figlio difficile, da piccola eri così difficile tu stessa che è la tua giusta punizione!" queste le parole che una mia amica si è spesso sentita dire dai parenti. La stessa amica però vedendo me e Lily un giorno mi ha detto "Mi rincuoro a vedere che anche tu hai una figlia difficile...allora non è proprio vero quello che mi dicevano, perchè tu sei sempre stata una bambina brava e lo stesso ti sei beccata una figlia tanto difficile!"

Che io sia stata una bambina brava o meno non posso giudicarlo, ma che Lily sia una figlia che mi da non pochi grattacapi, quello sì, posso dirlo ad alta voce. Non fraintendetemi, la amo con tutto il mio cuore, apprezzo le sue tante qualità nonché la sua bellezza e la sua intelligenza, ma da quando sono finite le vacanze di Natale è di nuovo un periodo di lotta aperta. 
Le cose che mi danno molto da riflettere sono varie. 
Ad esempio di nuovo il suo odio profondo per la scuola, che dimostra con lamenti e pianto ogni mattina. 
Ma anche la sua sempre maggiore insofferenza verso BB che dimostra con cattiverie di ogni tipo, specialmente verbali, che feriscono me quasi più che BB stessa. 
Si aggiunge poi il suo essere così spesso arrabbiata con il mondo intero. 
Un giorno che ero k.o. sul divano con la gastroenterite, mi ha scritto una lista sul nostro muro a specchio dell'ingresso con tutti i motivi per cui era triste: perchè non posso giocare fuori, perchè non posso giocare con i miei amici, perchè devo andare a scuola, perchè la mamma non mi fa abbastanza coccole, perchè la mamma non mi fa le crepes...eppure da una bambina di 7 anni e mezzo mi sarei aspettata un pochino più di empatia e comprensione, possibile che creda ancora nell'onnipotenza dei genitori a quest'età? Non capisco inoltre da chi abbia preso questa visione così pessimistica della vita, io e Franci vediamo il bicchiere sempre mezzo pieno, le trasmettiamo giornalmente di godere delle piccole cose, di accontentarsi di quello che si ha. 
Alla sua lista di tristezze ho risposto con la versione positiva delle sue frasi "Sono felice perchè posso andare a scuola e non devo lavorare, sono felice perchè ho una stanza dei giochi strapiena quando non posso giocare fuori, sono felice che quando non ci sono i miei amici ho una sorella con cui giocare, sono felice che ho una mamma che mi vuole bene anche quando sta male e non sono orfana, sono felice perchè quando mamma guarirà mi preparerà le crepes"...che sia servito a qualcosa? Boh!

Comunque quella delle cattive parole (non parolacce, ma parole che feriscono) penso sia il problema maggiore in questi giorni e pensando a come rendere visibile a lei stessa di come sia brutto quando ferisce suo padre o sua sorella,, ho preso insieme a lei del cartoncino rosso e abbiamo ritagliato una grande bocca che mostra nell'apertura i denti bianchi. Per la cattiveria che aveva appena detto al padre ho preso poi un pezzettino di carta bianca e l'ho colorato giallo e nero, come una brutta carie. Poi con il biadesivo lo abbiamo attaccato sopra uno dei denti bianchi che così risultava cariato. Abbiamo attaccato la bocca accanto ai nostri foglio dei punteggi settimanali e il patto è che per ogni cattiveria che uscirà dalla sua bocca, attaccheremo una nuova carie, così alla fine della settimana vedremo come è brutta (o bella) la sua bocca. 



Alla prima cattiveria di BB, attaccheremo una bocca anche per lei, per ora non voglio attaccarne una solo con denti bianchi perché comunque lei si sente tanto più buona della sorella e non vorrei incentivare questo atteggiamento da angioletto con una cosa troppo visibile. 

Nella Bibbia ci sono molti versetti che sottolineano l'importanza di fare attenzione alle parole che diciamo, sotto alla bocca abbiamo attaccato il versetto "Signore sorveglia l'uscio delle mie labbra (Salmo 141:3)", e le ho spiegato che se sente che non riesce a frenare la lingua può sempre chiedere a Gesù di aiutarla in questo. 
Un po' più in là invece già da tempo ho attaccato (per me!) il brano di Efesini 4:29 "Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a chi l'ascolta."
E con questo buon proposito, auguro una buona settimana a tutti. 


6 commenti:

  1. Da all´asilo Evelyn c´é una bimba con questi atteggiamenti (la sua migliore Amica, sigh!!!) e la maestra dice che secondo lei é perché é una bimba prodigio (si dice cósí in italiano?) e non viene stimolata abbastanza. Magari potreste prendere in considerazione l´ipotesi di farle saltare una classe. Si tratta di una scelta sofferta che va ben ponderata ma alla fine magari la terrebbe molto impegnata. Anne

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    1. Nel caso di Lily non credo che sia stimolata troppo poco dalle proprie incombenze giornaliere (scuola, sport ecc...) e saltare una classe sarebbe un salto eccessivo per le sue capacità, credo.

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  2. Lena...che bello leggerti...ricordo con piacere gli ultimi periodi dell'università...sei ancora oggi la persona più dolce e buona che io abbia mai conosciuto! Non so se ti può consolare ma anche Christian è un bambino non molto facile...impegnativo direi!!!! mi ha detto cattiverie di tutti i tipi...anche che vuole un'altra mamma!!!! Prenderò sicuramente spunto dal tuo blog!!!!
    Ti voglio bene!!! Ele

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    1. Mi consola sapere che non sono l'unica! Grazie per le belle parole, ogni tanto fa bene sentirsi dire cose positive :-)
      Un forte abbraccio! Lena!

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  3. Capisco che a qualsiasi madre può creare ansia e paura il fatto di vedere il proprio figlio adattarsi con fatica alle regole, essere spesso in difficoltà, non adattarsi ad una cosa importante come la scuola, ma qui ci sono due strade.
    Una è quella di fare sentire Lily continuamente "sbagliata", quella che ha torto, quella che deve piegarsi, quella che "non va bene", quella che deve adattarsi, quella che con il suo comportamento fa stare male mamma perchè la mette in ansia, fa stare male papà, fa stare male la sorellina perchè poi diventa "cattiva" e aggressiva...io credo che a volte sia proprio questo sentimento e questo insieme di consapevolezze a farla sentire male, a disagio con se stessa, e a farla diventare provocatoria e aggressiva.
    Oppure si può provare ad "ascoltarla" in un modo nuovo, profondo, facendole sentire che qualsiasi cosa possa tirare fuori, anche tremenda, anche dolorosa, anche terribile, va bene. E che insieme proverete a darle uno spazio.
    Che qlsiasi cosa possa uscire da dentro di lei non turberà mamma, e soprattutto che lei non è "sbagliata", ma semplicemente dovete trovare la sua strada nel mondo.
    Ritagliati con lei dei momenti di "ascolto profondo". Non importa in che modo, tu hai sicuramente gli strumenti per farlo. Semplicemente quando ti esprime i suoi sentimenti e parlate, o quando si infuria, o quando disegna, o gioca, o tira fuori in qlsiasi modo, prova ad esserci in un modo diverso.
    Prova ad esserci e basta, senza voler trovare subito una soluzione, senza lasciarti prendere dalla paura, senza pensare a "come posso fare per risolvere".
    Ascolta e basta, cerca di capire chi è tua figlia e di indovinare i mesaggi che ti manda, cosa ti sta dicendo, anche se una soluzione magari sul momento non c'è (e lei è una bambina per cui non ci saranno mai soluzioni facili o immediate), falle capire che mamma c'è ed è quella a cui si può anche dire che fa schifo la scuola, fanno schifo i fratellini in alcuni momenti, a cui si può dire che si sente confusa e non sa cosa le passa per la testa, e che mamma non è spaventata da tutto questo, ma anche se non sa darle una soluzione subito comunque va bene.
    Perchè al limite, si può anche ammettere che la scuola a lei farà sempre schifo, senza che sia una tragedia, magari si può accettare e basta, ci si va lo stesso, e con una mamma fantastica come sei tu si trovano altre mille attività o modi di fare o di essere se stessi con cui sfogarsi.
    Tutto questo è molto difficile per una mamma e richiede il coraggio di "esserci" davvero, in un modo diverso, coraggioso, fuori dagli schemi, libero da ansie e paure del futuro, richiede lo sforzo di esserle lì accanto e basta, imparando ad ascoltare le sue emozioni ma anche le tue, osservare che cosa provoca in te quello che succede in lei, senza paura, osservare la bambina speciale che è, cercando insieme delle strade.
    La cosa più facile da fare è cercare di far rientrare le persone speciali negli schemi, nostri e della nostra società, e questo le blocca e le fa soffrire.
    La cosa più difficile è lasciarle volare con le loro ali, trovando la forza di star loro accanto mentre trovano la loro strada, difficile ma straordinaria.
    Il Signore ti ha regalato una figlia speciale, che può fare la differenza in questo mondo proprio con il suo essere fuori dal comune, vedila con questi occhi e lui ti darà la forza e la saggezza per aiutare a crescere un fiore così meraviglioso. ;)

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    1. Grazie per il consiglio, ne terrò conto! Ricorda comunque che quello che leggi sul blog è solo una minima parte di quello che viviamo come famiglia, sono solo alcune informazioni che uso per confrontarmi con altri genitori sull'argomento in questione. La maggior parte delle nostre esperienze sono troppo preziose per venir raccontate a chiunque.
      Ciao, Lena

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