domenica 6 marzo 2016

Togliere il ciuccio


Elia ormai ha due anni belli e fatti, dice ogni giorno più parole e fa tante cose belle spericolate. 
Ci dà tanta gioia con le sue risate e le cose buffe che si inventa, a volte ci fa disperare con i suoi capricci e la sua testardaggine, impara di continuo cose nuove e ci imita in ogni cosa che facciamo...non c'è pranzo o lavoretto a cui non collabori nella realizzazione. 

Unico neo da qualche mese a questa parte è diventata la sua dipendenza dal ciuccio. E' partito in autunno ad un tratto a non mollarlo più, anzi, ne aveva 4 e per uscire di casa ne teneva 3 in mano e uno in bocca. 

Un po' per volta si sono rotti (o sono stati rotti da me), tranne l'ultimo, il suo preferito. 
Avendo subito la perdita degli altri, quest'ultimo non lo mollava proprio più se non per mangiare. 

Sia ben chiaro, io non ho nulla in contrario al ciuccio: BB lo ha avuto fino a 5 anni, Lily ciuccia ancora oggi qualche volta il dito, io stessa il dito l'ho ciucciato fino ai 6-7 anni. E' una forma di consolazione, di coccola, di "oggetto transizionale" che aiuta il bambino a non sentirsi solo quando la mamma non c'è, che lo rassicura e lo calma. 

Il problema con Elia era che questo ciuccio non usciva più dalla bocca, e io come mamma e terapista avevo difficoltà ad accettarlo. 
Il linguaggio, i movimenti di bocca e lingua, la stessa respirazione, sono tutte cose che con un ciuccio perennemente in bocca vengono ostacolate nella loro corretta acquisizione. 

Cosa fare, però, senza creare un trauma ad Elia? Ho provato a spiegargli che può utilizzarlo solo nel letto ma è stato inutile: pianti e capricci, una tensione insopportabile. 

Ho cominciato allora a fare una volta a settimana un taglio nel ciuccio, per cominciare a renderlo meno attraente. Poi ho tagliato un pezzettino, ma niente, Elia continuava a non volerlo buttare e a tenerlo in bocca giorno e notte. 

Un giorno, esasperata l'ho tagliato del tutto: lo abbiamo buttato via insieme e c'è stata una bella mezzora di pianto disperato. 



Poi ho messo Elia davanti ad un cartone per distrarlo e ho pescato fuori un vecchio ciuccio che avevo nascosto tempo prima. 
A questo ciuccio ho cucito un nastro elastico, l'altra estremità dell'elastico l'ho cucito al suo orsetto di peluche preferito, che sul retro ha una piccola taschina. 

Quando è venuta l'ora del riposino ed Elia ha ricominciato a piangere pensando al suo ciuccio rotto e buttato via, gli ho presentato il nuovo ciuccio. L'entusiasmo è stato forte. Inutile poi spiegare con tante parole che questo ciuccio nuovo d'ora in poi sarebbe stato utilizzato solo nel letto: dopo le prime volte che ha provato a metterlo in bocca per giocare e il peso dell'orsetto glielo ritirava fuori, ha capito da sé che era meglio stare senza. 



Ora abbiamo ancora il nostro oggetto transizionale, ma lo utilizziamo solo quando diventa veramente necessario tipo per consolazione quando ci si fa male o come coccola per dormire. Poi un giorno, quando Elia sarà più grande lo utilizzeremo come "valuta" per comperarci qualcosa di meraviglioso, come per BB erano stati i tacchi!

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