venerdì 19 agosto 2016

Vi presento Georg



Romanzi è un po' che non riesco a leggerli, manca il tempo e la concentrazione, ma qualche libretto piccolino lo riesco ancora a finire...leggendone qualche riga mentre cuocio la pasta o in quei rari momenti in cui tutti e tre i bambini giocano insieme ;-)

Coincidenza vuole che proprio nei giorni in cui ho visitato il Memoriale di Giuseppe Garibaldi stessi leggendo l'autobiografia di un suo coetaneo (nati all'inizio del 1800), entrambi uomini di grandi ideali e molto coraggiosi,
ma mentre Garibaldi lottò per il Regno d'Italia quest'ultimo lottava per il Regno di Dio.


Il suo nome è Georg Mueller, nato in Germania nel 1805, si convertì a Cristo alla fine dei suoi studi universitari e poi partì come evangelista per l'Inghilterra, dove visse fino alla sua morte.
Non vi racconto nei dettagli la sua autobiografia, anche perchè forse avete già sentito parlare di lui a proposito dei numerosi orfanotrofi e le scuole che fondò durante la sua vita.
Voglio solo raccontarvi la cosa che più mi ha colpito della vita di questo uomo: all'inizio della sua vita matrimoniale decise insieme a sua moglie di voler vivere dipendendo interamente da Dio, e mantenne questo proposito fino alla sua morte.

Cosa vuole dire dipendendo interamente da Dio?
Dovete sapere che come uomo di chiesa avrebbe avuto diritto ad uno stipendio per vivere. Lui inizialmente decise di fare a meno di uno stipendio fisso, mettendo nelle chiese in cui predicava e svolgeva il suo ministero semplicemente delle cassette per delle offerte libere dei fedeli.

Non ancora contento dopo qualche anno decise di togliere anche queste cassette e di non parlare mai apertamente dei suoi bisogni o necessità, volendo dimostrare che si può vivere dipendendo totalmente dal Signore, che il Signore stesso avrebbe provveduto alle necessità sue e della sua famiglia.

Così è stato. Nella sua autobiografia leggiamo di come, senza mai chiedere, arrivavano alla sua porta doni da ogni dove, da gente che nemmeno conosceva e da posti in cui non era mai stato, doni puntuali per sopperire ai suoi bisogni.

Di tutto quello che riceveva riusciva addirittura a farne parte ai poveri che bussavano alla sua porta e mosso da compassione per i numerosi orfani che ogni giorno bussavano alla sua porta ce la mise tutta per aprire un orfanotrofio, anch'esso del tutto dipendente dalla provvidenza divina.


Alla fine della sua vita c'erano più di 1000 orfani e molteplici altre attività benefiche (quali scuole elementari, scuole per adulti, missioni in tutto il mondo) che venivano sostenute dallo stesso principio che applicava alla sua vita: neanche un centesimo veniva richiesto a nessuno, tutte le necessità e i bisogni venivano portati in preghiera davanti al Signore, fino a che Lui stesso non provvedeva.
Difficile da credere per una sola famiglia, ancora di più per centinaia di bambini che ogni giorno devono mangiare e vestirsi, eppure questo stile di vita per Mueller funzionò.


Solo un uomo di grandissima fede, che passava ore ed ore a meditare la Parola di Dio e a pregare, poté vivere tutta la sua vita così. La cosa che più mi ha colpito è stato il motivo per cui Mueller fece questa scelta: non lo fece per incoscienza (come umanamente si potrebbe pensare), non lo fece per mostrare che grande uomo lui fosse, ma il motivo, di continuo ripetuto nella sua autobiografia, fu quello di dare gloria a Dio.
Georg in questo modo voleva semplicemente mostrare al mondo quanto fosse grande il Dio in cui credeva e tramite questa dimostrazione un sacco di gente del suo tempo (e non solo) ha aperto gli occhi sulla grandezza di Dio, sulle immense possibilità della Fede accompagnata dalla preghiera e sul fatto che la promessa di Matteo 6:31-33 è verità: 
Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 


La lettura di questo libro mi ha fatto riflettere a che punto arriva la mia propria fede, cosa sono disposta a mettere in gioco per la gloria di Dio.
Non penso che Dio richieda ad ognuno di noi la stessa cosa, ma forse nella nostra vita c'è un area in cui possiamo dimostrare la nostra completa fiducia in Dio, come per Georg lo è stata l'area economica.


Cominciamo oggi a pregare per qualcosa di specifico della nostra vita, certi che Dio ascolta un cuore sincero che si avvicina a Lui con devozione.
Un rapporto incrinato con una persona che ci sta a cuore, una malattia, il nostro lavoro, una dipendenza...

Non dico che Dio farà esattamente ciò che noi vogliamo, ma continuiamo a pregare e saremo sicuramente positivamente stupiti da quello che accadrà....e forse un giorno qualcuno leggerà la nostra biografia e vedrà come la gloria di Dio ha potuto risplendere nella nostra vita!

PS: Le foto che accompagnano questo post sono della serie "Fiori della Sardegna", scattate da Franci nel giardino dei miei suoceri. 

2 commenti:

  1. Oh gloria a Dio! Avevo bisogno di incoraggiamento!
    Complimenti anche per le foto!
    Ele

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